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DSA e lingue straniere. Quali strategie migliori? di Miriam Bertocchi

DSA e lingue straniere. Quali strategie migliori? di Miriam Bertocchi

Secondo un assunto ormai universalmente riconosciuto, una didattica efficace è quella che si adatta ai bisogni degli apprendenti e che adegua le modalità e le strategie di insegnamento a seconda degli studenti che deve formare. Nella storia della glottodidattica si sono succeduti molti e variegati metodi, che di volta in volta hanno avuto pretese di perfezione e assoluta efficacia. Oggi la tendenza è quella di servirsi di una pluralità di metodi diversi e di favorire la connessione tra di essi.
Questo principio è tanto più valido quanto più si ha a che fare con classi eterogenee, composte da alunni diversissimi tra loro, con molteplici punti di forza e altrettante difficoltà. Nel caso di alunni con DSA sappiamo che alcune strategie metodologiche risultano più efficaci rispetto ad altre e possono portare nell’immediato a risultati positivi. Vediamo allora quali sono queste scelte di metodo che l’insegnante dovrebbe compiere. In primo luogo va favorita la multimodalità, ovvero la percezione del materiale linguistico attraverso canali sensoriali diversi. Ciò significa che l’input linguistico, per esempio un vocabolo, va presentato in forma scritta e quindi letto, ma anche in forma orale e quindi ascoltato e, se vogliamo, può anche essere associato a immagini, oggetti concreti, sensazioni tattili, odori, colori, esperienze personali. In questo modo aumenteranno enormemente le probabilità che la parola venga memorizzata e, in seguito, riutilizzata.
In secondo luogo sia la sistematicità nell’impostazione lezione che la lentezza dei tempi di lavoro sono due scelte operative che vanno a sostegno dell’allievo dislessico. Mentre una lezione confusa e non strutturata rischia di disorientarlo e demotivarlo, una lezione presentata secondo uno schema ben preciso, con obiettivi chiari e attività sequenziali, gli permette di seguire meglio e quindi concentrare le proprie energie sui contenuti didattici. Allo stesso tempo un modo di procedere lento, che rispetta i tempi di apprendimento di ciascuno, permette a tutti di raggiungere i traguardi prefissati.
In terzo luogo deve essere sfruttata al massimo la possibilità d’impiego degli strumenti multimediali. Il computer, insieme con internet, è oggi un ausilio irrinunciabile per l’apprendente di lingue straniere, poiché offre numerose possibilità di lavoro: l’ascolto di file audio (dialoghi, letture, libri parlati); la visione di video, film e programmi televisivi; l’uso della videoscrittura con correttore automatico; lo svolgimento di esercizi interattivi. Premessa necessaria è che lo studente sia in grado di utilizzare le moderne tecnologie e sappia sfruttarle al meglio nella pratica quotidiana.
Anche l’adattamento linguistico è un principio fondamentale in glottodidattica e consiste nel modificare il materiale linguistico per renderlo facilmente fruibile all’alunno dislessico. In termini concreti significa: ripetere più volte i concetti, rallentare la velocità d’eloquio, semplificare i testi o i compiti, ridurre la quantità di strutture da presentare, servirsi di strumenti verbali e non verbali, predisporre schemi, tabelle, mappe concettuali, permettere l’uso degli strumenti compensativi e introdurre misure dispensative a seconda dei bisogni di ciascuno. Un mito da sfatare relativo alle misure dispensative è sicuramente la preferenza delle verifiche orali rispetto a quelle scritte. Non tutti gli studenti con DSA infatti sanno gestire con efficacia un momento di interazione orale. Sia la scarsa competenza linguistica acquisita che l’aspetto emotivo, quindi il carico d’ansia, possono influenzare negativamente la prova. Durante un compito scritto invece i maggiori tempi a disposizione, la possibilità di concentrarsi meglio e la gestione autonoma del compito favoriscono il buon esito della verifica.
Va sottolineato infine che le strategie metodologiche qui descritte, se utilizzate frequentemente e impiegate sistematicamente nella didattica quotidiana, non vanno solo a vantaggio dell’alunno con DSA, ma sono utili per tutta la classe.

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